Da Repubblica:Terrorismo, al bando il foie gras come il plastico, non può volare
dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI
NEW YORK - Al bando il foie gras, troppo simile a un esplosivo. Escluse dal bagaglio a mano le marmellate della nonna, il miele dell'agriturismo. A rischio anche il caprino e la mozzarella fresca di bufala, con quella consistenza troppo molle. È la nuova vessazione che ci aspetta al check-in. L'ulteriore giro di vite sui controlli di sicurezza è scattato dopo il fallito attentato di Natale sul volo Amsterdam-Detroit. Riguarda soprattutto i voli per gli Stati Uniti. Colpisce in modo implacabile tutto ciò che si può "versare, spremere, spalmare", conferma la portavoce della Transportation Security Administration, Sarah Horowitz (il nome non vi dice nulla?).
Anna Louie Sussman (anche questo cognome non vi dice nulla?) del Washington Post ricorda con nostalgia l'ultimo episodio di "umanità" che le è capitato: fu all'aeroporto Charles de Gaulle, mentre s'imbarcava per New York. Al metal detector le trovarono nel sacco a mano sei barattoli di marmellata di fichi. Proibita a bordo secondo gli americani. "Ma l'addetto ai controlli era francese - dice - e quando scoppiai a piangere senza pudore lui s'intenerì" (scoppiò a piangere senza pudore per 6 barattoli di marmellata? Investigare ed analizzare la ambigua relazione tra marmellata e francofonia; licenziare in tronco e processare l’addetto alla sicurezza: di fronte a una reazione del genere avrebbe dovuto immobilizzare ed arrestare inmediatamente la passeggera)
Questo però accadeva l'11 dicembre, due settimane prima che Umar Farouk Abdulmutallab prendesse il volo con l'esplosivo nelle mutande. Dopo quell'attentato, fallito per l'intervento dei passeggeri, ogni indulgenza è bandita. Adesso al Charles de Gaulle hanno ricevuto ordini tassativi dagli americani. Non passi il foie gras, niente formaggio Brie o Reblochon, tutto ciò che è cremoso deve rimanere a terra, oppure nei bagagli consegnati al check-in nella stiva (ma ve l'immaginate in che stato sarà il Camembert all'arrivo? E i vostri vestiti?)
In teoria queste regole severissime erano già in vigore dall'agosto 2006. Allora infatti fu sventato un altro attentato: otto terroristi volevano imbarcarsi a Londra su diversi voli transatlantici con addosso degli esplosivi liquidi (gli shampoo ndr), che non vengono individuati dalle apparecchiature dei controlli magnetici. Ma l'applicazione dei divieti sul foie gras o sui caprini è stata irregolare e imprevedibile, per quattro anni. Solo da Natale il panico ha fatto scattare sequestri sempre più sistematici. Aumenteranno la nostra sicurezza a furia di sbattere marmellate nell'inceneritore? James Collman, docente di chimica all'università di Stanford, è decisamente scettico: "Non conosco nulla di commestibile che possa diventare esplosivo. I divieti di portare cibo a bordo mi sembrano insulsi". E qualche volta, forse, non del tutto disinteressati. Negli aeroporti americani aumentano anche i sequestri di prosciutti e salumi in arrivo dall'Europa. Tutt'altro che "cremosi e spalmabili". Ma l'allarme attentati ha reso più frequenti le ispezioni dei bagagli all'arrivo, oltre che in partenza. E in questo caso i sequestri possono scattare per astruse normative igienico-alimentari, ovvero protezionismo mascherato. I produttori del (mediocre) prosciutto dello Iowa possono ringraziare Abdulmutallab (1)
(1) Il sagace corresponsale di Repubblica sembra voler insinuare che sotto sotto ci sia qualche secondo fine in tutto ciò. Coraggiosamente smaschera gli interessi reali dietro queste decisioni: "ma chè controllo delle menti, terrorismo mediatico, guerra per il petrolio, neocons, sionisti, governo mondiale ed altri deliri da complottisti paranoici, il “grande manovratore occulto” sono i produttori del mediocre prosciutto del lowa!" Bravo Rampini, questo é il vero giornalismo investigativo!
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